AD OGGI IL CAMMINO DI DANTE IN CASENTINO E’ COMPLETAMENTE PERCORRIBILE!

PRIMA TAPPA

( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

IMG_1125Il Cammino di Dante in Casentino inizia da Montemignaio, splendido paese che si trova sotto il passo della Consuma: questa località, scelta per riunire il Cammino di Dante in Casentino a quello del Cammino di Dante Generale, che da Ravenna porta a Firenze e da Firenze torna a Ravenna, sarà la porta d’accesso al Casentino.

Visita obbligata sono il Castello di Montemignaio e la splendida Pieve romanica dedicata a Santa   Maria Assunta. Qui inizia il Cammino di Dante in Casentino con l’incipit del viaggio di Dante nei mondi dell’aldilà (Inf. I 1-3):

Nel mezzo del cammin di nostra vita 
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Così inizia la Divina Commedia e così inizia il tracciato del Cammino, che entra subito nel bosco e che, tramite un sentiero di montagna, ci porterà a Pagliericcio e Rifiglio, e ci permetterà di ragguingere il comune di Castel San Niccolò, dove sarà possibile visitare il suggestivo castello, ubicato sulla destra del torrente Solano e la Pieve di San Martino a Vado.

Sentieristica

Montemignaio Via ghibellina

In questa prima tappa il tracciato del Cammino ripercorre fedelmente quello della Via Ghibellina ( di cui riportimo un estratto cartografico dalla Guida pubblicata a cura dell’Associazione Toscana Il Pellegrino a.p.s. e curata dal Dott. Franco Alessandri) a partire dalla Pieve di Montemignaio fino ad arrivare a Strada in Casentino. Di seguito l’estratto con la parte descrittiva del percorso: cit. [ Con questo percorso si raggiunge PIEVE MOLINO, dove si trova il bar di Michele, un alimentari una farmacia. Si riprende il cammino passando per FORCANASSO e, attraversata la strada provinciale, si scende verso il torrente PISTIANO che si attraversa su uno stupendo PONTE MEDIEVALE, percorrendo una mulattiera con tracce di lastricato. Si risale e, attraversata la strada provinciale, si prende un stretto sentiero che dopo poco si apre su di una strada lastricata d’incomparabile bellezza recuperatadal Gruppo CAI-Namasté di Montemignaio: si continua così a camminare nella storia su un percorso recentemente liberato dai tronchi d’albero che rendevano impossibile il passaggio. Si giunge così a BARBIANO dove si possono acquistare salumi da un produttore rinomato. Si prosegue sulla strada di BARBIANO e, quando la strada asfaltata svolta a destra, si prende il tratto a sinistra (in parte asfaltato e poi sterrato) seguendo il cartello “Località Pagliericcio” in corrispondenza dell’ultima casa del paese. Percorsi circa 300 mt, passato il fosso, protetto da guardrail, si scende a sinistra e, prima di arrivare al capannone, si prende a destra l’antica con tracce di lastricato per giungere velocemente a PAGLIERICCIO ). Chi vuole rivivere gli antichi mestieri, arrivato sulla via principale del paese continui sulla sua destra per circa 400 mt per visitar uno degli ultimi mulini del Casentino ancora funzionante: MULINO GRIFONI dal 1696 Si ritorna sui nostri passi ed il cammino segue ora la strada asfaltata provinciale. La si lascia per attraversare prima Rifiglio e successivamente PRATO DI STRADA che offre accoglienza. ]

Dati tecnici della prima tappa

Lunghezza: km 11,00

Dislivello in salita: 53 m Dislivello in discesa: 315 m

Per giungere a Montemignaio con i mezzi pubblici ( servizio SITA )

Collegamento con Arezzo in treno da Bibbiena

 

SECONDA TAPPA

( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

cast san niccolòLa seconda tappa si svolge partendo da Castel San Niccolò ed ha come destinazione il Comune di Pratovecchio Stia.

La tappa raggiunge dapprima la chiesa di Borgo alla Collina, che è quasi una sosta obbligata: il VianDante troverà all’interno della chiesa dedicata a San Donato, la tomba monumentale di Cristorofo Landino da Pratovecchio, grande umanista presente alla corte di Lorenzo Il Magnifico, autore delle Disputationes Camuldulenses e primo grande commentatore totale della Divina Commedia di Dante Alighieri. Seguirà la visita alla Pieve romanica di Romena dedicata a San Pietro, quindi a Fonte Branda ed al Castello di Romena, luoghi che, insieme al verde dei colli e ai ruscelli del Casentino, sono espressamente citati nel XXX canto dell’Inferno, con la vicenda di Mastro Adamo falsificatore di fiorini. (Inf. XXX 64-78)

                                          Li ruscelletti che d’i verdi colli
                                          del Casentin discendon giuso in Arno,
                                          faccendo i lor canali freddi e molli,                           66
 
                                          sempre mi stanno innanzi, e non indarno,
                                          ché l’imagine lor vie più m’asciuga
                                          che ’l male ond’io nel volto mi descarno.                 69
 
                                          La rigida giustizia che mi fruga
                                          tragge cagion del loco ov’io peccai
                                          a metter più li miei sospiri in fuga.                            72
 
                                          Ivi è Romena, là dov’io falsai
                                          la lega suggellata del Batista;
                                          per ch’io il corpo sù arso lasciai.                                 75
 
                                          Ma s’io vedessi qui l’anima trista
                                          di Guido o d’Alessandro o di lor frate,
                                          per Fonte Branda non darei la vista.                        7

RomenaLa tappa prosegue passando all’interno dei centri storici di Pratovecchio Stia, sino ad arrivare al Castello di Porciano.

DSC_0056Porciano è un castello anch’esso di viva memoria dantesca giacchè qui il Poeta Pellegrino scrisse due tra le sue più importanti lettere: quella “agli scelleratissimi fiorentini” e quella “all’ imperatore Arrigo VII”. Inoltre è nota la vicenda nella quale il Poeta ospite a Porciano, viene avvisato preventivamente che i gendarmi fiorentini lo stavano cercando con l’intento di catturalo e bruciarlo vivo. Il Poeta, scendendo rapidamente verso Stia, incontra i gendarmi che stanno salendo al castello, i quali, non riconoscendolo, gli domandano se al castello di Porciano vi fosse un tal Dante Alighieri. Alchè il Poeta senza mentire risponde: “Quando i’ v’ero ei v’era”; i gendarmi proseguirono verso il castello e lui ebbe salva la vita.

Sentieristica

Castel San Niccolò – Castello di Romena

Si consiglia di seguire la viabilità principale in direzione Poppi fino a trovare sulla sinistra il segnale bianco/rosso del sentiero n° 26 che porta a Borgo alla Collina. Si dovrà poi seguire il sentiero n° 26, che conduce fuori del paese di Borgo alla Collina, fino al lago nei pressi della Pieve di Romena, passare davanti alla pieve romanica e salire al Castello di Romena.

Castello di Romena  – Castello di Porciano

Si riparte seguendo il segnavia del sentiero n° 26 fino al ponte sull’Arno dove si interseca con i tracciati  dei trekking urbani del centro abitato di Pratovecchio ed, a seguire, con quello di Stia. Nella parte sommitale di Piazza Tanucci ( Stia ) riparte il segnale bianco/rosso del sentiero n° 4A che conduce fino al Castello di Porciano.

Dati tecnici della seconda tappa

Lunghezza: km 14,00

Dislivello in salita: 344 m

Dislivello in discesa: 115 m

Per giungere a Strada in Casentino con i mezzi pubblici ( servizio SITA )

Collegamento con Arezzo in treno da Porrena

 

APPENDICE N. 1

CASTELLO DI ROMENA – MACIA DELL’ OMOMORTO

La prima appendice del Cammino di Dante in Casentino si sviluppa partendo dal Castello di Romena con punto di arrivo il luogo dantesco dell’Omomorto dove sarà possibile vedere una macia di pietre collocata nel punto in cui, raccontano le cronache dell’epoca, venne bruciato vivo Mastro Adamo, il falsificatore di fiorini menzionato nel XXX canto dell’Inferno. (Inf. XXX 58-63)

                                       "O voi che sanz’alcuna pena siete,
                                          e non so io perché, nel mondo gramo",
                                          diss’elli a noi, "guardate e attendete                           60
 
                                          a la miseria del maestro Adamo;
                                          io ebbi, vivo, assai di quel ch’i’ volli,
                                          e ora, lasso!, un gocciol d’acqua bramo.                    63

Tale vicenda accadde proprio al confine tra il feudo dei Conti Guidi e il Comune di Firenze, a monito verso ogni persona che si dedicasse alla falsificazione di fiorini.

Da quel momento il luogo ha nome Omomorto e la leggenda vuole che ogni passante getti una pietra nel luogo esatto dove avvenne il rogo in modo da ricordare l’orribile fine del falsario.

Sentieristica

La proposta in questione segue le indicazioni del sentiero n°2 denominato Romena e la Vecchia Strada della Consuma a cura dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino.

Dati tecnici dell’appendice n° 1

Lunghezza: km 11,00

Dislivello in salita: 220 m

Dislivello in discesa: 220 m

 

APPENDICE N. 2

CASTELLO DI PORCIANO – SORGENTE DELL’ARNO

( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

La seconda appendice del Cammino di Dante in Casentino si sviluppa partendo dal castello di Porciano ed ha come

punto d’arrivo il luogo dantesco delle Sorgenti dell’Arno, sul Monte Falterona; la descrizione del corso del fiume è immortalato dal Poeta nel XIV canto del Purgatorio. (Purg. XIV 16-24)

                                        E io: "Per mezza Toscana si spazia
                                        un fiumicel che nasce in Falterona,
                                        e cento miglia di corso nol sazia.                                   18
 
                                        Di sovr’esso rech’io questa persona:
                                        dirvi ch’i’ sia, saria parlare indarno,
                                        ché ’l nome mio ancor molto non suona".                   2
 
                                        "Se ben lo ’ntendimento tuo accarno
                                         con lo ’ntelletto", allora mi rispuose
                                         quei che diceva pria, "tu parli d’Arno".                   24

IMG_2244Vicino alle Sorgenti dell’Arno sarà inoltre possibile visitare il famoso “Lago degli Idoli”, ritenuto sacro degli Etruschi, i quali vi gettavano statuette e rapppresentazioni di parti anatomiche in bronzo come ex voto, poichè ritenevano che le acque avessero proprietà curative. Qui sono stati trovati moltissimi reperti di origine etrusca, molti dei quali tutt’oggi custoditi nei più importanti musei del mondo tra cui il Louvre, il British e l’Ermitage.

Le recenti campagne di scavo hanno permesso il recupero di ulteriori reperti di valore che sono confluiti nell’allestimento del nuovo Museo Archeologico del Casentino a Bibbiena.

Sentieristica

La proposta in questione porta gli escursionisti all’interno dei confini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna e richiede che siano seguiti i segnavia del sentiero n° 2 fino a quota 1350 metri circa quando si incontra con il sentiero n° 3, sulla destra, che conduce senza ulteriori deviazioni a Capo d’Arno. Dopo un’opportuna sosta si consiglia di tornare su i propri passi e proseguire ancora sul sentiero n° 3 fino alla località del Lago degli Idoli. Per tornare a Porciano basta poi seguire il sentiero CT4 e poi riprendere le indicazioni in loc. Vitareta per il sentiero n° 2.

N.B. Per garantire l’accesso anche a persone senza un particolare allenamento a camminare è importante sottolineare che l’Associazione Culturale “Amici di Dante in Casentino” e l’ Associazione di Promozione Sociale “Gli Amici dell’Asino” sono titolari di un’autorizzazione ( valida da Maggio a Ottobre ) per accompagnare in auto, fino in loc. Vitareta ( a poca distanza dalle Sorgenti dell’Arno ), chiunque non voglia perdere l’occasione di visitare questi luoghi e sia scoraggiato dalla distanza che dovrebbe percorrere a piedi; tale autorizzazione è concessa dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino.

Dati tecnici dell’appendice n° 2

Lunghezza: km 22,00

Dislivello in salita: 784 m

Dislivello in discesa: 784 m

Per giungere a Pratovecchio Stia  con i mezzi pubblici ( servizio SITA )

Collegamento con Arezzo in treno

 

TERZA TAPPA

( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

La terza tappa si svolge partendo da Pratovecchio Stia ed ha come prima destinazione il Monastero di Camaldoli, luogo, anch’esso, di memoria dantesca menzionato dal Poeta dapprima nel V canto del Purgatorio per descriverci l’Appennino vicino all’Eremo di Camaldoli, dove nasce l’Archiano, uno degli affluenti dell’Arno.(Purg. V 94-96)

                                       "Oh!", rispuos’elli, "a piè del Casentino
                                         traversa un’acqua c’ ha nome l’Archiano,
                                         che sovra l’Ermo nasce in Apennino.                         96

Il complesso di Camaldoli costituito dall’Eremo e dal Monastero si sviluppa in seguito alla nascita dell’ordine dei Camaldolesi voluto da San Romulado, il quale, prima di creare il proprio ordine, aveva seguito i passi della regola benedettina; ci ricorda questo fatto lo stesso San Benedetto, nel settimo cielo, quello di Saturno, dedicato ai contemplanti, quando risponde a Dante e Beatrice nel XXII canto del Paradiso: (Par. XXII 46-51)

                                      Questi altri fuochi tutti contemplanti
                                       uomini fuoro, accesi di quel caldo
                                       che fa nascere i fiori e ’ frutti santi.                          48
 
                                       Qui è Maccario, qui è Romoaldo,
                                        qui son li frati miei che dentro ai chiostri
                                        fermar li piedi e tennero il cor saldo».                     51

Il VianDante si recherà quindi dapprima dall’Eremo dove potrà visitare la Cella di San Romualdo e comprendere quale fosse la vita dei monaci camaldolesi che avevano deciso di vivere in solitudine e coltivare il proprio orto. Dopodichè scenderà al Monastero per la visita alla chiesa, in stile barocco, con all’interno  i dipinti di Giorgio Vasari tra cui le tre famose tavole che rappresentano la nascita di Gesù, la Madonna col Bambino tra il Battista e San Girolamo e la splendida Deposizione della Croce.

In seguito potrà visitare l’Antica Farmacia e godere dell’ospitalità presso la foresteria dei monaci, vero altro punto distintivo dell’ordine dei Camaldolesi

Sentieristica

Il percorso proposto ridiscende a Stia e nei pressi del Planetario del Parco Nazionale segue il sentiero n° 72, che non sarà mai più abbandonato fino a giungere in loc. Asqua: si prosegue sulla strada bianca che porta in loc. Montanino fino ad incrociare il sentiero n° 94, che si segue in discesa fin sull’asfalto. Il sentiero, in questo punto termina: ai camminatori non resta che seguire il sentiero n° 68 in discesa verso la loc. di Camaldoli. La località del Monastero è collegata con l’Eremo dal sentiero n° 68 ( corta dell’Eremo ) e dal n° 72 fino al Rif. Cotozzo per poi prendere a sinistra sul sentiero n° 70, in salita.

Dati tecnici della terza tappa

Lunghezza: Km 19,50 ( dal Castello di Porciano + km 1,5)

Dislivello in salita: 620

Dislivello in discesa: 410

Salita all’Eremo di Camaldoli  + km 2,5 pendenza del tracciato  15% ( corta dell’Eremo )

Per giungere a Camaldoli con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Poppi

 

QUARTA TAPPA

( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

P1010283La quarta tappa si svolge partendo da Camaldoli con direzione Badia Prataglia, dove sarà possibile immergersi nelle immense faggete del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e poter vedere con gli occhi del Poeta alcune delle idilliache vedute da lui descritte nella Divina Commedia: la valle del Casentino, territorio tra i più citati del Poema, ispira, ad esempio, la descrizione della nebbia che coglie il Poeta in Appennino durante il cammino e che solo grazie alla luce del sole inizia a diradarsi. Ecco, di seguito, come ce lo ricorda il Poeta (Purg. VXII 1-12)

                                         Ricorditi, lettor, se mai ne l’alpe
                                         ti colse nebbia per la qual vedessi
                                         non altrimenti che per pelle talpe,                                3
 
                                        come, quando i vapori umidi e spessi
                                        a diradar cominciansi, la spera
                                        del sol debilemente entra per essi;                                 6
 
                                         e fia la tua imagine leggera
                                        in giugnere a veder com’io rividi
                                        lo sole in pria, che già nel corcar era.                             9
 
                                        Sì, pareggiando i miei co’ passi fidi
                                       del mio maestro, usci’ fuor di tal nube
                                        ai raggi morti già ne’ bassi lidi.                                       12

Sentieristica

Il sentiero segue i segnavia del n° 72 poco oltre il parcheggio antistante l’antica Farmacia di Camaldoli e sale a Rifugio Cotozzo; da qui il percoso è molto più pianeggiante con notevoli punti panoramici fino a giungere in loc. Cavallapazza da cui comincia a scendere verso l’abitato di Badia Prataglia.

Dati tecnici della quarta tappa

Lunghezza: km 11,5

Dislivello totale : 800 m

Per giungere a Camaldoli o a Badia Prataglia con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Poppi o da Bibbiena

 

 QUINTA TAPPA

( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

La quinta tappa si svolge partendo da Badia Prataglia con direzione Rimbocchi – Corezzo.

Sempre immerso  nelle foreste del Parco Nazionale il VianDante potrà venire a conoscenza di alcune leggende che caratterizzano questo angolo di Toscana, detta  Valle Santa, così chiamata perchè valle crocevia di passaggio di innumerevoli cammini, ma soprattutto per la presenza del Santuario di San Francesco a La Verna. Il VianDante potrebbe avere la fortuna di vedere la “mascotte” di questo luogo ovvero il mitologico Badalischio, lontano parente del Basilisco, leggendario animale presente nei vari bestiari medievali e presente in molte leggende del Casentino; lo troviamo non espressamente citato nel canto XXV dell’Inferno, quando Dante nella bolgia dei ladri, ci invita a meravigliarci della moltitudine di serpenti presenti in tal loco e della metamorfosi con i ladri li presenti. (Inf. XXV 46-50)

                                       Se tu se’ or, lettore, a creder lento
                                        ciò ch’io dirò, non sarà maraviglia,
                                        ché io che ’l vidi, a pena il mi consento. 48
 
                                        Com’io tenea levate in lor le ciglia,
                                        e un serpente con sei piè [..] 

P1010468Sentieristica

Il sentiero riparte da Badia Prataglia seguendo  i segnavia del n° 73 e dopo aver lasciato l’abitato comincia un’erta salita fin sulla cima di Poggio alla Cesta ( 1113 m slm ) , punto panoramico da cui si può osservare buona parte della Valle Santa e scorgere in lontananza il Monte della Verna. Si segue il sentiero scendendo fino a Frassineta, luogo in cui si incontrano anche i segnavia della Via Germanica di Stade, che proprio in Valle Santa  scende dopo il valico del Passo di Serra e prosegue poi verso Bibbiena. A Frassineta si cambia sentiero e seguiamo il n° 70 fino in loc. Rimbocchi.

Dati tecnici della quinta tappa

Lunghezza: km 12,00

Dislivelli: 450 m in salita e 730 m in discesa

Per giungere a Badia Prataglia con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Poppi o da Bibbiena

 

SESTA TAPPA

( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

La sesta tappa si svolge partendo da Rimbocchi con direzione il Santuario della Verna. Qui il VianDante raggiungerà il Monte Sacro per eccellenza: il Sacro Monte della Verna dove San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, ricevette nel settembre del 1224 le Sacre Stigmate. Tale miracolo viene descritto con dovizia di particolari da parte del Sommo Poeta nel cielo del Sole, quando San Tommaso d’Aquino, dell’ordine dei Domenicani, ci dice che San Francesco: (Par. XI 106-108)

                                        nel crudo sasso intra Tevero e Arno
                                         da Cristo prese l’ultimo sigillo,
                                         che le sue membra due anni portarno.                    108

P1010591Sarà possibile inoltre visitare la Cappella delle Stigmate, coronata da una splendida terracotta invetriata di Andrea della Robbia, e il letto di San Francesco all’interno di una grotta, vedere il Sasso Spicco, quindi accedere alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, ricca di pregevolissime robbiane tra cui l’Annunciazione, sempre di Andrea della Robbia. Dal Sacro Monte della Verna si può godere di una privilegiata visuale su tutta la valle del Casentino. Qui sorge spontanea e naturale l’unione della Geografia del Territorio con la Gerografia Dantesca: infatti Dante concepisce l’area geografica del Casentino circoscritta dal Pratomagno al Gran Giogo come ci ricorda nel V canto del Purgatorio: (Purg. V 115-117)

                                       Indi la valle, come ’l dì fu spento,
                                        da Pratomagno al gran giogo coperse
                                        di nebbia; [..]                                                                 117

Qualora il Viandante lo desideri può salire ancora un pò più in alto e raggiungere il Monte Penna dal quale potrà godere della veduta sulla Valle Santa, percorsa durante la tappa del giorno precedente.

Sentieristica

Da Rimbocchi si riparte per proseguire sulla strada seguendo il tracciato  del sentiero n° 54 che, a circa  2 km da Rimbocchi, svolta a destra e comincia la salita verso la loc. Casalino. Il sentiero si unisce po al n°53 e 52 e continua a salire verso il Monte della Verna, fino ad incontrare la strada asfaltata. Da questo punto si prosegue seguendo il segnavia del sentiero n° 53 che attraversa il bosco della Ghiacciaia e sale al Santuario dalla Beccia.

Dati tecnici della sesta tappa

Lunghezza: km 9,00

Dislivello in salita: 590  m

Per giungere a Corezzo o Chiusi della Verna  con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Bibbiena

 

SETTIMA TAPPA

( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

La settima tappa si svolge partendo dal Sacro Monte della Verna con direzione Caprese Michelangelo.

P1010714E chiaramente non poteva mancare un luogo così presente nella vita di Michelangelo Buonarroti, il quale grande amante di Dante ha sviluppato una Divina Commedia in movimento nel Giudizio Universale presente nella Cappella Sistina a Roma.

 Sentieristica

Il percorso ripercorre il sentiero 50/GEA che scende da Chiusi della Verna fino in loc. Eremo della Casella e passato l’Eremo seguiamo il segnale  fino ad incontrare a sinistra il sentiero GEA che scende fino all’abitato di Caprese Michelangelo.

Dati tecnici della settima tappa

Lunghezza: km  15

Dislivelli: salita 400 m discesa 780 m

Per giungere a Caprese Michelangelo  con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Bibbiena

 

OTTAVA TAPPA

 ( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

L’ottava tappa si sviluppa da Caprese a Chitignano. Non si può mancare di visitare ilP1010695 castello degli Ubertini, luogo ove si pensa che i Ghibellini d’Arezzo si riunirono per pianificare la battaglia prima dello scontro a Campaldino con i Guelfi di Firenze. Un’ulteriore leggenda lega l’abitato di Chitignano alla notizia che in questo villaggio che venisse allattato Michelangelo Buonarroti, nato poco lontano da lì nel Marzo del 1474.

Sentieristica

Si prosegue la discesa passando dalla Croce di Sarna e dal Castello degli Artisti di Sarna, maniero immerso nel verde ove è possibile incontrare artisti che dipingono le loro opere nei vicoli di questo borgo estremamente ben conservato.

Da Chitignano ripercorriamo a ritroso il sentiero GEA fino a tornare sul sentiero n° 50 che seguiremo a sinistra proseguendo in discesa fino ad incontrare sulla destra i segnavia del sentiero n° 28 che scende fino a Chitignano, in loc. San Vincenzo.

Dati tecnici della ottava tappa

Lunghezza: km  13

Dislivelli: salita 526 m discesa 559 m

Per giungere a Chitignano e Caprese con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Subbiano

 

NONA TAPPA

 ( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

La nona tappa si sviluppa da Chitignano a Bibbiena. Raggiunta Bibbiena non si può mancare di visitare la Chiesa della Madonna del Sasso dove nell’anno 1347 si verificò l’apparizione della Santa Vergine, da cui prende il nome; una volta giunti in paese sarà possibile fermarsi presso la chiesa di San Lorenzo, all’interno della quale sono poste due meravigliose terracotte invetriate che rappresentano la nascita di Gesù e la Deposizione della Croce, realizzate su ordinazione del Cardinal Bibbiena, quel Bernardo Dovizi che era il “secondo” di Papa Leone X a Roma.

Seguendo poi il percoso nel borgo, si prosegue per recarsi al Teatro Dovizi, i cui interni si pensano internamente eseguiti su consiglio del famoso architetto Antonio Galli, anche lui bibbienese, e terminare visitando il vicino Oratorio di San Frascesco.

Altro gioello è la Pieve di Bibbiena dedicata a San Ippolito e San Donato: dopo aver ammirato il polittico di Bicci di Lorenzo sarà possibile dedicarsi ad osservare la splendida vetrata nella quale è rappresentato l’incontro nell’antipurgatorio tra Dante, Virgilio e l’anima di Buonconte da Montefeltro, capitano ghibellino morto a Campaldino, del quale non venne mai trovato il corpo. Il Poeta che aveva compartecipato alla battaglia, nelle file dei guelfi, prende spunto della vicenda per fare una domanda al personaggio  di Buonconte:(Purg. V 88-93)

                                       Io fui di Montefeltro, io son Bonconte;
                                        Giovanna o altri non ha di me cura;
                                        per ch’io vo tra costor con bassa fronte".                 90
 
                                        E io a lui: "Qual forza o qual ventura
                                        ti travïò sì fuor di Campaldino,
                                        che non si seppe mai tua sepultura?".                       93

 

Buonconte racconta a Dante che spirò dove il torrente Archiano si getta nell’Arno, proprio ai piedi di Bibbiena, e che il suo corpo venne portato via dal fiume in piena. (Purg. V 124-129)

                                     Lo corpo mio gelato in su la foce
                                     trovò l’Archian rubesto; e quel sospinse
                                     ne l’Arno, e sciolse al mio petto la croce                 126
 
                                     ch’i’ fe’ di me quando ’l dolor mi vinse;
                                     voltòmmi per le ripe e per lo fondo,
                                     poi di sua preda mi coperse e cinse".                        129

 Sentieristica

Da Chitignano si parte seguendo la strada asfaltata che torna a Rassina e imboccando,

percorsi circa a 800 metri, svoltiamo sulla strada per Rosina; in questo punto si incrocia la segnaletica dell’antica Via Germanica di Stade che  seguiamo a ritroso proseguendo poi per la Croce di Sarna e Sarna. Qui, oltrepassato il ponte su torrente Corsalone, si risale la collina continuando a seguire la segnaletica blu della Via Romea di Stade fino a giungere in prossimità di Santa Maria del Sasso e infine a Bibbiena.

Dati tecnici della nona tappa

Lunghezza: km  15

Dislivelli: salita 580 m discesa 450 m

Per giungere a Chitignano e Bibbiena  con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Bibbiena

 

DECIMA TAPPA

 ( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

La decima tappa del Cammino si sviluppa partendo da Bibbiena con direzione Talla. Passa dapprima per Terrosola e Casalecchio, quindi Rassina, poi per la splendida pieve romanica di Pieve a Socana, dove il VianDante potrà vedere anche l’ara del periodo etrusco antistante l’abside. Non poteva mancare nel Cammino di Dante in Casentino, la tappa con arrivo a P1010932Talla poichè tale paese ha dato i natali al famoso Guido Monaco o Guido d’Arezzo, codificatore del linguaggio universale per eccellenza, ovvero la musica: fu lui l’inventore che con la mano guidoniana, con le note e il solfeggio ha dato vita a linguaggio musicale ancor’oggi utilizzato ovunque. Inoltre fu insegnante di canto presso il duomo d’Arezzo.

La cantica del Paradiso è un continuo di splendi canti, suoni e sublime musica come ci descrive magnificamente il Poeta. (Par. VI 1-9)

«Osanna, sanctus Deus sabaòth,
 superillustrans claritate tua

felices ignes horum malacòth!». 
 
 Così, volgendosi a la nota sua,
 fu viso a me cantare essa sustanza,
 sopra la qual doppio lume s’addua;         
 
 ed essa e l’altre mossero a sua danza,
 e quasi velocissime faville
 mi si velar di sùbita distanza.

 Sentieristica

Da Bibbiena si procede fino all’area della stazione ferroviaria, e, imboccato il sottopassaggio che porta al parcheggio retrostante la stazione e si prosegue a svoltando a sinistra fino ad incontrare il passaggio che conduce al ponte sull’Arno: l’intero percorso davanti a noi si snoda su di una strada bianca fino al punto in cui incrocia nuovamente la strada asfaltata che conduce a Terrossola e che deve essere seguita fino ad arrivare al centro dell’abitato. L’itinearaio prosegue seguendo la strada, tenendo la sinistra e oltrepassando le ultime abitazioni  e si snoda per una serie di stradelli tra coltivi fino all’abitato di Casalecchio. Qui si riprende a seguire la strada asfaltata fino a giungere al ponte che conduce a Rassina: il tracciato del Cammino di Dante in Casentino prosegue mantenendo la destra e seguendo le indicazioni fino a Pieve a Socana.

Rimane, a questo punto, da seguire la strada asfaltata fino alla frazione di Salutio e qui, poco prima della fine delle abitazioni, seguire la strada sulla sinistra che ci porterà a salire la collina fino alla Fatt.a di Nassa ed a seguire per Casal Vescovo, per poi scendere fino all’abitato di Talla passando dalla Castellaccia.

Dati tecnici della decima tappa

Lunghezza: km  18,00

Dislivelli: salita 200 m discesa 110 m

Per giungere a Talla ed a Bibbiena  con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Bibbiena

 

UNDICESIMA TAPPA

 ( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

L’undicesima tappa si svolge partendo da Talla con direzione Ortignano-Raggiolo, passando per Salutio, Castel Focognano. Durante questa tappa il VianDante potrà immergersi nuovamente nel verde e godere di suggestivi panorami sulla valle, sempre seguendo dei passi della Commedia in cui il Poeta descrive la natura del luogo, poichè anche il Cammino, in questa tappa, dovrà superare una collina per giungere ad Ortignano. (Purg. III 10-15)

Quando li piedi suoi lasciar la fretta, 
 che l'onestade ad ogn' atto dismaga, 
 la mente mia, che prima era ristretta

lo 'ntento rallargò, sì come vaga, 
 e diedi 'l viso mio incontr' al poggio 
 che 'nverso 'l ciel più alto si dislaga.

Essendo probabilmente il VianDante un pò provato dalla fatica del Cammino, occorrerà che si impegni a seguire le parole di Virgilio nella Commedia, quando lo stesso stimola Dante a proseguire, senza pensare di fermarsi e riposare ( infatti questa è la tappa più lunga ). (Inf. XXIV 43-60).

La lena m'era del polmon sì munta 
 quand' io fui sù, ch'i' non potea più oltre, 
 anzi m'assisi ne la prima giunta.

«Omai convien che tu così ti spoltre», 
 disse 'l maestro; «ché, seggendo in piuma, 
 in fama non si vien, né sotto coltre;

sanza la qual chi sua vita consuma, 
 cotal vestigio in terra di sé lascia, 
 qual fummo in aere e in acqua la schiuma.

E però leva sù; vinci l'ambascia 
 con l'animo che vince ogne battaglia, 
 se col suo grave corpo non s'accascia.

Più lunga scala convien che si saglia; 
 non basta da costoro esser partito. 
 Se tu mi 'ntendi, or fa sì che ti vaglia».

Leva'mi allor, mostrandomi fornito 
 meglio di lena ch'i' non mi sentia, 
 e dissi: «Va, ch'i' son forte e ardito».

Una volta giunto a destinazione il VianDante potrà godere della veduta sul paese di Ortignano e poi su quello di Raggiolo, annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia.

Sentieristica

Si riparte alla volta di Salutio percorredo la strada asfaltata fino al punto in cui è indicta la località Ornina, segnaletica che coincide con quella del sentiero n° 34. Proseguiamo seguendo i segnali bianco-rossi fino in loc. Ornina lasciandoli per proseguire sulla strada forestale che conduce in località Campaccio, avendo cura di imboccare, a destra ed in discesa, la prima deviazione utile per  Castel Focognano. Da Castel Focognano sarebbe auspicabile la riapertura del sentiero n°31 fino in loc. Pretella. In attesa di poter passare agevolmente si prosegue per un tratto di circa un km sulla strada asfaltata in direzione Carda e si gira a destra sulla stada forestale che conduce in loc. Cerreto e di seguito, mantenendo sempre la destra, in loc. Pretella. Qui ricompaiono i segnavia del sentiero n° 31 da seguire per circa 200 m per poi imboccare sulla destra e in discesa il sentiero n° 31A, bretella di collegamento che si riunisce dopo circa 1,5 km al sentiero n° 30 da seguire, a sinistra, e che ci condurrà fino a Ortignano. Il sentiero n° 30 prosegue poi per Raggiolo.

Dati tecnici della undicesima tappa

Lunghezza: km  25,00 ( + 4,00 km per raggiungere Raggiolo percorrendo la S.P.64 )

Dislivelli: salita 441 m discesa 360 m

Per giungere a Raggiolo ed a Bibbiena  con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Bibbiena

 

DODICESIMA TAPPA

 ( Cronaca e foto dal Cammino Inaugurale 2016 )

La tappa finale del Cammino di Dante in Casentino non poteva non condurre a Poppi passando per Fronzola con arrivo al Castello di Poppi, considerato uno dei dieci Castelli più belli d’Italia: qui il VianDante potrà visitare la sala del plastico dove è riprodotta la Battaglia di Campaldino tra Guelfi e Ghibellini, passeggiare per le sale del castello tra cui il gran Salone delle Feste, e, infine, salire ai piani superiori dove poter ammirare i locali della Cappella dei Conti Guidi interamente dipinta dal primo allievo di Giotto Taddeo Gaddi. Da non mancare il panorama a 360 gradi sulla valle del Casentino visibile dalla torre del castello.

Nel castello è ospitata la Biblioteca Rilliana, che conserva al suo interno anche volumi della Divina Commedia risalenti ai pochi anni dopo la morte del Poeta.

Nel Castello di Poppi è possibile rivivere per intero la battaglia di Campaldino e seguire la vicenda di Bonconte da Montefeltro, capitano ghibellino di cui non venne mai ritrovato il corpo.

Lasciamoci trasportare dal Poeta a quel 11 giugno 1289, giorno di San Barnaba, al tempo della battaglia di Campaldino. (Purg. V 85-129)

                                        Poi disse un altro: "Deh, se quel disio
                                        si compia che ti tragge a l’alto monte,
                                        con buona pïetate aiuta il mio!                                       87
 
                                        Io fui di Montefeltro, io son Bonconte;
                                        Giovanna o altri non ha di me cura;
                                        per ch’io vo tra costor con bassa fronte".                      90
 
                                        E io a lui: "Qual forza o qual ventura
                                        ti travïò sì fuor di Campaldino,
                                        che non si seppe mai tua sepultura?".                           93
 
                                        "Oh!", rispuos’elli, "a piè del Casentino
                                         traversa un’acqua c’ ha nome l’Archiano,
                                         che sovra l’Ermo nasce in Apennino.                           96
 
                                         Là ’ve ’l vocabol suo diventa vano,
                                         arriva’ io forato ne la gola,
                                         fuggendo a piede e sanguinando il piano.                   99
 
                                         Quivi perdei la vista e la parola;
                                         nel nome di Maria fini’, e quivi
                                         caddi, e rimase la mia carne sola.                                102
 
                                         Io dirò vero, e tu ’l ridì tra ’ vivi:
                                         l’angel di Dio mi prese, e quel d’inferno
                                         gridava: "O tu del ciel, perché mi privi?                    105
 
                                       Tu te ne porti di costui l’etterno
                                       per una lagrimetta che ’l mi toglie;
                                       ma io farò de l’altro altro governo!".                            108
 
                                       Ben sai come ne l’aere si raccoglie
                                       quell’umido vapor che in acqua riede,
                                       tosto che sale dove ’l freddo il coglie.                           111
 
                                        Giunse quel mal voler che pur mal chiede
                                        con lo ’ntelletto, e mosse il fummo e ’l vento
                                        per la virtù che sua natura diede.                                   114
 
                                        Indi la valle, come ’l dì fu spento,
                                        da Pratomagno al gran giogo coperse
                                        di nebbia; e ’l ciel di sopra fece intento,                        117
 
                                         sì che ’l pregno aere in acqua si converse;
                                         la pioggia cadde, e a’ fossati venne
                                        di lei ciò che la terra non sofferse;                                 120
 
                                         e come ai rivi grandi si convenne,
                                         ver’ lo fiume real tanto veloce
                                         si ruinò, che nulla la ritenne.                                           123
  
                                         Lo corpo mio gelato in su la foce
                                         trovò l’Archian rubesto; e quel sospinse
                                         ne l’Arno, e sciolse al mio petto la croce                       126
 
                                         ch’i’ fe’ di me quando ’l dolor mi vinse;
                                         voltòmmi per le ripe e per lo fondo,
                                         poi di sua preda mi coperse e cinse".                             129

A Poppi, dopo aver visitato il Castello, è consigliato visitare la chiesa di San Fedele che ospita il busto di San Torello, protettore di Poppi, e numerosi dipinti. Il tracciato del Cammino scende poi a Ponte a Poppi, per passare per la Chiesa di Certomondo, fatta costruire da Guido Novello dopo la vittoria dei Ghibellini a Montaperti, e sostare nei pressi della Colonna di Dante, nella piana di Campaldino, dove avvenne la famosa battaglia.

Sentieristica

Ripartiti da Raggiolo, si prosegue seguendo il sentiero n° 30A fino alla località di Quota. Qui si ridiscende seguendo le indicazioni per San Martino in Tremoleto e quindi quelle sulla sinistra per Fronzola. Rimane a questo punto una da fare piecevole passeggiata con scorci mozzafiato sul castello di Poppi per giungere alla conclusione della tappa.

Dati tecnici della dodicesima tappa

Lunghezza: km  11,00

Dislivelli: salita  244 m discesa 351 m

Per giungere a Poppi ed a Raggiolo  con i mezzi pubblici

Collegamento con Arezzo in treno da Poppi

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N.B:
– Il Cammino si può effettuare anche nella direzione inversa;
Il Cammino di Dante in Casentino sarà reso definitivamente effettivo al momento in cui il Cammino di Dante Generale ( Ravenna-Firenze e ritorno passando per il Casentino) si troverà a passare per Montemignaio: tale località risulterà, quindi, la porta d’ingresso al Casentino.

AD OGGI IL CAMMINO DI DANTE IN CASENTINO E’ COMPLETAMENTE PERCORRIBILE!

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